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Quando si tratta di scegliere un chirurgo estetico, non affidare il tuo corpo ad uno qualsiasi. Scegli l’esperienza e la professionalità dei nostri unici servizi.
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3 Luglio 2020 Surgery0

Tematica hot dei più famosi tabloid di tutto il mondo, tecnica estetica usata dalle star più in vista del jet set, la vera domanda da porsi prima di ogni cosa è in quali casi è davvero utile ricorrere al botulino.

Sfizio personale o piccolo capriccio di vanità, bisogna comunque valutare caso a caso e vedere ogni singola situazione nello specifico per capire se ricorrere o meno al botulino. 

E anche per i più scettici, contrari all’uso del botulino per meri fini estetici, ci potrebbero essere delle buone motivazioni di salute per fare ricorso al botox.

Il botulino o botox infatti, per quanto possa sembrare strana la cosa, può anche venire in aiuto in maniera effettivamente utile per risolvere alcune problematiche.

Il botulino in sos al bruxismo

Mai sentito parlare di bruxismo? Per chi non fosse familiare con questo termine, il bruxismo è una patologia piuttosto comune per cui digrignando i denti, di giorno o di notte, si innescano una serie di dolori muscolari ai quali non troviamo spiegazione.

Se vi svegliate doloranti e non capite come sia possibile, potrebbe essere bruxismo notturno, un digrignare continuo dei denti di cui non siete nemmeno consapevoli. 

Tra i dolori più comuni causati da bruxismo ci sono ad esempio mal di testa, dolore alla mandibola, al collo, all’orecchio o alla schiena. 

Se vi riconoscete in queste dinamiche, una visita dal dentista potrebbe fare al caso vostro. Un’accurata analisi infatti potrà facilmente individuare il bruxismo, la cui problematica potrà essere attenuata dall’uso di un paradenti, o bite. In questo caso volto a prevenire il ripresentarsi periodico della situazione.

Per alleviare invece i sintomi già esistenti, i dolori causati dal bruxismo, è consigliato spesso il botox, che agisce subito come rilassante muscolare, alleviando i sintomi. Le infiltrazioni di botulino non sono in alcun modo pericolose per la masticazione o il parlare, e poiché hanno una durata limitata nel tempo, possono essere assunte in tutta sicurezza in alternativa ad altri rilassanti che presentano vari effetti collaterali, come ad esempio la sonnolenza. 

Il botulino per un sorriso migliore 

Rimanendo in tema odontoiatrico, un altro uso utile del botulino consigliato dal dentista è per la correzione del sorriso gengivale, per evitare di ricorrere ad un vero e proprio intervento chirurgico, che molti preferiscono evitare, decidendo di convivere con questo inestetismo.

Con le iniezioni di botulino, senza ricorso a nessun tipo di chirurgia, si crea una semi paralisi di alcune fibre muscolari che tendono a sollevare troppo il labbro superiore mettendo in vista la gengiva in maniera eccessiva, riducendo così l’area gengivale esposta.

Un metodo non definitivo ma palliativo, che però si presenta semplice e immediato senza dover ricorrere ad interventi chirurgici veri e propri se si vuole risolvere il problema. 

Il botulino contro l’emicrania

Altro colpo di scena, l’uso del botulino è stato dimostrato utile contro l’emicrania ricorrente. 

La tossina antirughe infatti è stata approvata per l’uso contro le emicranie croniche, alleviando i sintomi e prevenendo le recidive. 

Il botulino contro l’emicrania viene somministrato con intervalli di circa 12 settimane con iniezioni multiple su testa e collo, per distendere le zone interessate.

Ovviamente non è una soluzione da prendere alla leggera e che può avere anche alcuni effetti indesiderati. Il consiglio di un medico specialista è quindi sempre indispensabile per decidere se il botulino può essere nel caso specifico usato per risolvere il problema da mal di testa cronico e invalidante. 

Il botulino contro la depressione 

Ebbene si, il botulino è utile anche per curare e alleviare le sintomatologie della depressione. Sembra inoltre che in questo caso la funzione del botulino non abbia solo una durata momentanea, ma che la sua efficacia si protragga anche nel tempo, anche quando l’effetto botox è effettivamente scomparso.

Gioco forza di questa tecnica è la teoria dello specchio, per cui le espressioni del nostro viso hanno un’importanza notevole sul nostro stato emotivo e sul livello di felicità. Andando a modificare le espressioni del viso quindi, si va anche a riequilibrare questo aspetto.

Il botulino è quindi non solo usato per vezzi estetici e di bellezza ma anche per veri e propri trattamenti che vanno ad alleviare e prevenire alcune patologie che non hanno una cura specifica in molti casi.

L’assistenza di un medico specialista è comunque sempre necessaria per valutare ogni singolo caso e patologia associata. 


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21 Giugno 2020 Surgery0

La rinoplastica, detta comunemente operazione al naso, è l’intervento chirurgico che per scelta estetica o per necessità di salute, come ad esempio i disturbi respiratori, consente di rimodellare l’aspetto del naso. L’obiettivo di questa operazione è quello di ricreare le dovute proporzioni tra i vari elementi del viso, e quelle del naso stesse, ossee e cartilaginee. Per pensare a questo tipo di intervento, bisogna comunque aspettare almeno i 15-16 anni di età. 

Come in ogni operazione, vanno poi valutati attentamente i vari casi, per capire quando è necessario sottoporsi alla rinoplastica, o quando è meglio evitarlo. I tempi dell’intervento e i costi variano secondo le indicazioni e dinamiche di ogni singolo caso.

L’intervento viene comunque generalmente svolto in massimo qualche ora, quindi si risolve tendenzialmente con rilascio in giornata. 

Quali sono quindi i casi in cui si ricorre tendenzialmente alla rinoplastica? 

Sottoporsi alla rinoplastica per esigenze di salute

La motivazione principale che spinge le persone a sottoporsi alla rinoplastica sono le esigenze di salute, solitamente per la maggioranza dei casi per problematiche respiratorie. Pensiamo a tutte le persone che soffrono di setto nasale deviato, o che hanno subito vari traumi e incidenti che hanno compromesso il funzionamento del naso. Quando respirare diventa difficoltoso, o si incorre in casi di apnea e simili, la rinoplastica può senz’altro essere d’aiuto, se non addirittura necessaria per contrastare pericolose patologie. 

Sottoporsi alla rinoplastica per esigenze psicologiche

Se la salute fisica è il motivo predominante, anche la salute mentale può essere una leva decisiva per decidere di sottoporsi alla rinoplastica. Ricorrere alla rinoplastica per esigenze psicologiche è sempre più comune. Pensiamo a tutti quei casi in cui un difetto fisico diventa debilitante, e mette a disagio nella vita quotidiana o inibisce anche le attività più normali. Una modifica mirata di ciò che non piace o che ci penalizza, può rivelarsi un alleato infallibile per contrastare alcune debolezze psicologiche che segnano la qualità della vita. 

Sottoporsi alla rinoplastica per esigenze estetiche

Caso non necessario per i più, ma potenzialmente importantissimo per chi lavora in ambienti legati al mondo della bellezza, dell’estetica, del mondo dello spettacolo, e così via, non è raro sottoporsi alla rinoplastica per semplici esigenze estetiche di chi ha la “necessità” o desiderio, di migliorare il proprio aspetto fisico e piacevolezza visiva d’insieme. Sottoporsi alla rinoplastica per esigenze estetiche inoltre, in molti casi va in parallelo alla rinoplastica per esigenze psicologiche, risolvendo due variabili in una. 

Che sia necessario sottoporsi alla rinoplastica, o sia essa collegata al desiderio di farsi un semplice ritocchino, è innegabile l’importanza e peso che l’aspetto e funzionamento del nostro naso ha sul modo in cui affrontiamo la vita e percepiamo la nostra persona, sviluppando una determinata personalità di conseguenza. 

Una forma del naso penalizzante potrebbe creare in noi un senso di insicurezza che va a modificare i tratti caratteristici del nostro modo di essere e agire, alterando il nostro comportamento e modo di relazionarci con gli altri. 

Al contrario, essere sani e sicuri del proprio aspetto fisico, piacersi, e non sentirsi in difetto, può andare a rafforzare quella che è la nostra personalità, la nostra impronta sulla vita e il nostro atteggiamento generale verso di essa. 

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Determinare quindi quali sono o meno i casi necessari per sottoporsi alla rinoplastica non è bianco o nero, è importante sottoporsi a una prima visita con il medico chirurgo e analizzare tutti i vari aspetti che si intrecciano tra le motivazioni che possono spingere a voler o dover modificare l’aspetto e la struttura del proprio naso. 

Una volta valutate insieme tutte le variabili, e accertate innanzitutto le condizioni di salute generali, si potrà procedere a pianificare tutte le modalità dell’intervento di rinoplastica. 

Studio Otti, eccellenza nel campo della chirurgia estetica a Roma offre un consulto gratuito per la tua rinoplastica. Richiedi ora informazioni.


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15 Giugno 2020 Surgery0

Se ti stai chiedendo che differenza c’è tra la rinoplastica chirurgica e quella medica, probabilmente sei già a buon punto della tua decisione di effettuare un intervento di rinoplastica. 

La rinoplastica, detta anche chirurgia rimodellante del naso, è un intervento chirurgico volto a migliorare l’aspetto e struttura del proprio naso per necessità di salute o esigenze estetiche e psicologiche. 

E’ un intervento che viene effettuato in anestesia locale con sedazione, o generale, tramite tecniche non invasive, soprattutto basate sull’utilizzo del laser, per modificare la forma del naso intervenendo sullo scheletro osseo e cartilagineo. La convalescenza è di pochi giorni, l’edema e l’ecchimosi sono ridotte e in pochi giorni il paziente è in grado di riprendere una normale vita sociale.

Come è la prassi per sottoporsi a un intervento di rinoplastica quindi? 

Una volta effettuato il primo incontro con il medico, dove vengono analizzate tutte le variabili del caso, le motivazioni di necessità fisica o esigenze estetiche, e una volta accertato lo stato di salute generale del paziente, quindi dopo aver deciso che sì, vogliamo o dobbiamo effettivamente cimentarci in un intervento chirurgico di rinoplastica, entrano in gioco altre variabili da valutare per decidere che tipo di intervento fare, per rispondere nella maniera migliore alle esigenze specifiche del nostro specifico caso. 

Si arriverà quindi a un certo punto a parlare di termini specifici che definiscono il tipo di operazione che andremo a fare, parlare quindi di rinoplastica primaria o secondaria, aperta o chiusa, rinoplastica chirurgica e rinoplastica medica, termini che se non ci sono già familiari, potrebbero confonderci o spaventarci. 

Rinoplastica primaria e secondaria

La rinoplastica primaria è il tipo di intervento che va a correggere inestetismi congeniti come gobbe, punta cadente, naso storto o setto importante e si definisce tale quando si tratta del primo intervento in assoluto effettuato su un paziente. 

La rinoplastica secondaria, invece, è l’intervento di correzione su un naso che ha già subito una precedente operazione. In base alla gravità del problema o alla malformazione del naso, i pazienti possono arrivare a sottoporsi anche a rinoplastica terziaria, quaternaria e così via in base al singolo caso. 

Rinoplastica chiusa o aperta

La rinoplastica chiusa o aperta indica la tecnica con la quale si andrà a intervenire sull’appendice nasale. La rinoplastica chiusa, ad esempio, è particolarmente indicata per tutte quelle operazioni che vanno a correggere piccoli inestetismi, legati soprattutto alla punta del naso. Le incisioni vengono dunque effettuate all’interno della piramide nasale e permette di intervenire in maniera poco invasiva.

La rinoplastica aperta, invece, viene utilizzata per correggere difetti importanti come asimmetrie, punte bifide, deviate, retratte o bulbose. Questa tecnica prevede anche un’incisione sulla base della piramide nasale (columella) che permette più spazio d’intervento, pur non lasciando cicatrici visibili.

Qual è la differenza tra rinoplastica chirurgica e medica quindi? 

Per medica si intende la rinoplastica tendenzialmente estetica volta a correggere difetti di piccola-media entità del naso senza l’ausilio dei bisturi, grazie all’utilizzo di derma filler,  e tossina botulinica, usata generalmente per rispondere a modifiche di gibbo poco pronunciato, radice nasale profonda, traumi leggeri sul naso, errori di rinoplastiche passate, punta poco pronunciata, problemi o imperfezioni alla radice nasale. Si presta molto bene a intervenire su difetti minori estetici e piccole correzioni. 

Per chirurgica si intende la rinoplastica con ausilio di bisturi, quindi in particolare la modifica della forma strutturale esterna (estetica), per rimodellare ad esempio le imperfezioni di un naso dovute a vari fattori, congeniti o traumatici, effettuata per ragioni mediche o estetiche. 

Una volta compresi tutti i termini del caso, ora che hai capito la differenza tra rinoplastica chirurgica e medica, si potrà quindi in tutta serenità procedere a decidere con il medico chirurgo quale ’intervento scegliere per le tue esigenze.


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29 Maggio 2020 Surgery0

Uno degli interventi più richiesti nella medicina estetica da parte del pubblico femminile è sicuramente quello della mastoplastica additiva. Per una donna infatti il seno rappresenta senza dubbio il segno più evidente della propria femminilità. Una parte del corpo che è simbolo di sensualità, autostima e fiducia in sé stessa. Per questo motivo in molti casi si ricorre alla chirurgia plastica.

Andiamo quindi a vedere nello specifico cos’è la mastoplastica additiva qual è il momento migliore per effettuarla.

Cos’è la Mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva è un intervento di chirurgia estetica che consiste nell’aumento delle dimensioni del seno. Con questa tipologia di operazione è possibile modificare l’estetica e i volumi di un seno troppo piccolo, andandolo ad adeguare in modo armonioso alla struttura corporea della paziente, oppure correggere una sproporzione delle mammelle andandone a migliorare la forma e la naturalezza.

L’operazione di mastoplastica additiva è consigliabile per le donne che desiderano:

  • migliorare l’estetica e la voluminosità del proprio seno rispetto al corpo
  • ridare forma e dimensioni ad un seno che si è ridotto di volume e si è rilassato con il passare degli anni (soprattutto a seguito di una gravidanza e dell’allattamento)
  • correggere un’asimmetria mammaria e migliorare la differenza di volume che c’è tra una mammella e l’altra

Il momento migliore per effettuare una mastoplastica additiva

Il consiglio che diamo alle nostre pazienti è di sottoporsi all’intervento della mastoplastica non prima dei vent’anni. Il desiderio di avere un seno formoso già in giovane età infatti è l’ambizione di molte ragazze, soprattutto in periodo adolescenziale.

Praticare una mastoplastica additiva in età prematura è altamente sconsigliato poiché il seno quasi sicuramente non ha ancora raggiunto il suo pieno sviluppo e inserendo un corpo estraneo (la protesi) all’interno dei tessuti cutanei soggetti ancora ai mutamenti ormonali non rappresenta un’operazione ottimale dal punto di vista della salute fisica per la paziente, pur trattandosi comunque di un’operazione chirurgica totalmente sicura ed affidabile.

L’età che riteniamo essere la migliore per sottoporsi al trattamento di mastoplastica additiva è tra i 35 e i 40 anni, poiché il fisico non è più soggetto a cambiamenti rivoluzionari in termini di peso-forma.

Tuttavia l’età non è il solo ed unico requisito su cui basare la predisposizione ottimale o meno del soggetto all’operazione. Infatti la candidata perfetta alla mastoplastica è:

  • una donna realizzata e matura al punto tale da capire l’effettiva necessità o meno di sottoporsi al trattamento estetico
  • una donna in buone condizioni di salute, che segue una corretta alimentazione e conduce un sano stile di vita

Infine riguardo il periodo migliore per sottoporsi all’intervento il nostro consiglio è di effettuarlo tra l’autunno e la primavera, inverno compreso. Avendo così il tempo per il decorso post operatorio ed il recupero fisiologico necessario. Sconsigliamo il periodo estivo poiché a causa del caldo, potrebbero causare non poco disagio i bendaggi e le medicazioni applicate dopo l’operazione.

Come funziona la fase post-operatoria della mastoplastica

Al termine dell’intervento si applicherà una medicazione compressiva con l’intento di proteggere la zona operata da eventuali traumi. I punti di sutura verranno rimossi dopo circa una settimana, durante la quale sarà molto importante seguire attentamente le indicazioni fornite dal medico chirurgo in materia di abitudini, cose da fare e non fare, farmaci ed integratori da assumere.

Dopo la rimozione dei punti bisognerà indossare un reggiseno compressivo (di tipo sportivo) per circa un mese. La convalescenza dura in genere due/tre settimane, dopo la quale è possibile tornare tranquillamente a lavoro e alla propria routine quotidiana.

Come sempre vi ricordiamo di affidare la vostra bellezza alle mani competenti di professionisti e di mettere la vostra salute al primo posto.


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29 Maggio 2020 Surgery0

La carbossiterapia è un trattamento, largamente diffuso nella medicina estetica, che consiste nel somministrare sotto la pelle un certo quantitativo di anidride carbonica (CO2) medicale.

Oggi vedremo nello specifico qual è l’iter da seguire in una seduta di Carbossiterapia e quanto dura l’effetto dopo aver effettuato l’intervento.

Carbossiterapia: come si svolge una seduta e quanto dura

La somministrazione della CO2 nell’ipoderma avviene attraverso aghi molto sottili [dopo-quanto-tempo-risultati-carbossiterapia/] (rigorosamente monouso e sterili), che sono collegati tramite tubicini sterilizzati ad un apposito macchinario che eroga l’anidride carbonica; questo apparecchio è fornito di un particolare serbatoio, all’interno del quale è contenuta la CO2 medicale, e di un flussimetro che ne regola l’emissione. La quantità e la velocità del gas iniettato devono essere decise preventivamente dal medico specialista.

Grossomodo diciamo che la carbossiterapia non è una tecnica dolorosa e che la percezione di dolori è decisamente influenzata da fattori come la parte soggetta al trattamento e la soglia di sopportazione del paziente. In ogni caso è possibile attenuare qualsiasi sensazione di fastidio con una pomata anestetica.

Le tempistiche di una singola seduta possono variare dai 15 ai 30 minuti, in relazione al tipo di disturbo che si deve trattare e della sua gravità. Per avere risultati ben visibili è necessario effettuare dei cicli terapeutici composti da più sedute.

Un ciclo terapeutico può essere costituito da un minimo di 3-6 sedute fino ad un massimo di 15-20 sedute. Il lasso di tempo tra una seduta e la successiva, così come il numero di trattamenti da effettuare dipendono sia dal tipo di patologia che si deve trattare, sia dalla risposta del paziente ai vari trattamenti a cui è sottoposto.

Al termine delle sedute, in generale, è possibile riprendere tutte le normali attività quotidiane. Ciò nonostante, sarà dovere del medico fornire le indicazioni adeguate in merito.

Quanto dura l’effetto post-trattamento

Solitamente per ottenere un risultato notevole sono necessarie più sessioni terapeutiche, mentre per il numero esatto incide la tipologia e lo stato dell’inestetismo che si va a curare. I miglioramenti nella zona trattata saranno sicuramente visibili dopo 2-3 sedute.

Riguardo la durata degli effetti della carbossiterapia, questi ultimi si possono apprezzare per un arco di tempo ampio fino a 6 mesi. Dopo di ché è necessario effettuare dalle tre alle cinque sedute di mantenimento.

Ad esempio per la cellulite [studiootti.com/cellulite-quali-sono-i-vari-stadi-e-come-curarli/] è raccomandato sottoporsi a 2 richiami dopo 4 settimane successive ad un ciclo terapeutico. Ed è consigliato effettuare, sempre ai fini del mantenimento, 2-3 cicli terapeutici all’anno. 

Come sempre vi invitiamo a prendetevi cura della vostra bellezza, ma di farlo mettendo la vostra salute nella mani di professionisti qualificati.


 

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15 Maggio 2020 Surgery0

La pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (Pefs), meglio conosciuta come cellulite, è una patologia dovuta all’alterazione dell’ipoderma, una struttura sottocutanea presente al di sotto della pelle costituita prevalentemente da cellule adipose.

La cellulite è legata ad un’irregolarità dell’equilibrio tra circolazione linfatica e venosa che porta le riserve di grasso, accumulate per natura dal nostro corpo, a non essere bruciate, comportando così un’ostruzione dei capillari e l’infiammazione del tessuto adiposo.

Sulla superficie, la cellulite conferisce alla cute un aspetto spugnoso e bucherellato (cosiddetto “a buccia d’arancia”) e rigonfiamenti più o meno visibili. Ad esserne affette sono soprattutto le donne, nei periodi in cui la condizione ormonale è più alterata (adolescenza, gravidanza, menopausa o assunzione della pillola del giorno dopo).

Da precisare inoltre come la cellulite è una patologia che non c’entra nulla con le condizioni di obesità e magrezza: una donna in sovrappeso può infatti non esserne colpita affatto, mentre al contrario una donna magra può anche soffrirne in modo rilevante.

Quali sono le cause della cellulite

All’origine della cellulite vi sono un insieme di cause ormonali, genetiche e vascolari aggravate da vita sedentaria, stress e cattive abitudini alimentari e comportamentali.

Cause ormonali

L’eccessiva attività degli estrogeni (ormoni sessuali femminili) porta a soffrire di ritenzione idrica;

Cause genetiche

Esistono delle predisposizioni genetiche legate a fattori come la fragilità capillare e la cattiva circolazione (vene varicose);

Cause Vascolari

Vi sono dei fattori che vanno a interferire sul corretto funzionamento della circolazione venosa (sangue e cuore) e portano ad un rallentamento del circolo sanguigno, favorendo così il manifestarsi della cellulite;

Vita Sedentaria

Ovvero la poca o in alcuni casi l’assenza totale di attività fisica e motoria;

Stress

Condurre una vita frenetica, provare un’eccessiva fatica psico-fisica e accumulare poche ore di sonno la notte sono tutti fattori che, associati ad altre condizioni, contribuiscono alla formazione della cellulite

Cattive abitudini

Avere una cattiva alimentazione, abusare di alcool e fumo, indossare scarpe inadatte o vestire degli indumenti troppo stretti, sono tutti fattori che giocano un ruolo importante nell’insorgere della cellulite, poiché ostacolano la circolazione sanguigna e linfatica.

I quattro stati della cellulite

Si possono distinguere principalmente 4 stadi di cellulite, caratterizzati da una graduale degenerazione del tessuto cutaneo interessato:

Stadio 1 cellulite

Si nota una lieve alterazione della circolazione sanguigna. I vasi mostrano un’anormale permeabilità della parete cellulare, causando la trasudazione del plasma. Questa fase è caratterizzata da un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell’organismo (edema);

Stadio 2 cellulite

Aumenta l’evidenza dei sintomi dello Stadio 1. Si verifica un ristagno delle tossine e la pelle diventa ipodermica, pallida e pastosa;

Stadio 3 cellulite

Si creano dei micronoduli che ostruiscono ancora di più gli scambi metabolici, causando un disfacimento lento e progressivo del tessuto connettivo della pelle. La cute presenta la classica forma a buccia d’arancia;

Stadio 4 cellulite

Si verifica un’anomala formazione del tessuto connettivo fibroso (fibrosi), in risposta all’infiammazione della struttura circostante. L’aspetto a buccia d’arancia della cute diventa molto marcato. Questo stadio può considerarsi irreversibile.

Come curare la cellulite: rimedi, accorgimenti e trattamenti estetici

Per prevenire e curare gli inestetismi causati dalla cellulite ci sono varie strade possibili da seguire:

  • Adottare un’alimentazione sana ed equilibrata, specialmente se si è in sovrappeso. Consigliamo in questi casi di rivolgersi a specialisti del settore;
  • Idratare il proprio corpo e bere molta acqua durante l’arco della giornata;
  • Fare movimento e attività fisica regolarmente: l’esercizio fisico è molto importante per combattere la cellulite;
  • Cercare di ridurre lo stress ed eliminare le cattive abitudini (fumo ed alcool su tutti)

Dal punto di vista della medicina estetica invece il trattamento migliore per la cura della cellulite nelle sue varie forme è la carbossiterapia. Questa tecnica ha dimostrato risultati eccezionali nel rimuovere la cellulite presente tramite poche sedute.

Nasce in ambito di medicina vascolare, ma si utilizza oggi soprattutto per la cura della cellulite. Il trattamento consiste nell’infiltrazione di quantità controllate di CO2 medicale, che nella sottocute vanno a richiamare ossigeno e di conseguenza amplificare il microcircolo.

In questo modo i tessuti saranno meglio irrorati e drenati in maniera più corretta, riducendo la sensazione di edema e di fastidio agli arti. Contemporaneamente miglioreranno anche le irregolarità cutanee e tutti gli inestetismi collegati alla cellulite.

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7 Maggio 2020 Surgery0

Nella medicina estetica uno dei trattamenti naturali più efficaci contro la cellulite e gli inestetismi è sicuramente la carbossiterapia.

Questo metodo a base di anidride carbonica (CO2) medicale infatti rappresenta una terapia completa che va a lavorare in maniera combinata su 3 diversi sistemi: struttura vascolare, sistema adiposo e tessuto cutaneo.

Vediamo più nello specifico dove va ad agire:

Come funziona la Carbossiterapia

Come anticipato l’anidride carbonica iniettata a livello sottocutaneo mediante aghi sottilissimi svolge un’azione specifica su più strutture cellulari del nostro corpo:

  • Per quanto riguarda la struttura vascolare, il gas naturale produce la dilatazione delle arteriole e delle metarteriole (per la precisione parliamo dei vasi che collegano le arterie ai capillari). Questo porta una crescita del flusso ematico nel microcircolo capillare.
  • Dal punto di vista del sistema adiposo, la CO2 genera una reazione lipolitica (ovvero una reazione metabolica che porta ad una scissione dei trigliceridi comportando il rilascio di acidi grassi liberi e di glicerolo). L’azione è sia diretta, mediante il flusso di anidride carbonica che agisce sugli accumuli adiposi, che indiretta: il gas naturale accresce la disponibilità di ossigeno nei tessuti ripristinando il metabolismo cellulare.
  • A livello di tessuto cutaneo, il gas migliora il microcircolo e sollecita l’azione dei fibroblasti, che sono i responsabili per la creazione dell’elastina, del collagene e dell’acido ialuronico. L’effetto idratante (anti-age) infatti è dato proprio dalla produzione dell’elastina e del collagene che si realizza grazie alla stimolazione del tessuto cutaneo principale.

La carbossiterapia svolge anche un’azione depurante dal momento che facilita l’eliminazione delle tossine e il drenaggio dei liquidi in eccesso.

Quando posso apprezzare risultati visibili?

Siamo molto franchi: a priori è difficile stabilire quando sarà possibile vedere i risultati definitivi.

Non è possibile indicare un tempo di massima, anche se possiamo dire con certezza che già dopo una prima seduta è possibile apprezzare qualche importante miglioramento.

Per la riuscita del trattamento sicuramente molto incide anche la condizione iniziale di partenza: il paziente che ha solo una leggera forma di cellulite certamente avrà un rapido giovamento; chi si trova invece in uno stato di cellulite più avanzato dovrà pazientare più tempo.

Normalmente i risultati più evidenti è possibile apprezzarli dopo un mese di trattamenti. C’è tuttavia da tener presente anche l’estensione della superficie cutanea da trattare e la tipologia di inestetismo che si va a curare.

Precisiamo inoltre che per ottenere risultati visibili nel tempo è necessaria la costanza nei trattamenti: è consigliato, soprattutto all’inizio, effettuare una seduta di almeno mezz’ora una volta a settimana.

Come sempre vi invitiamo a prendetevi cura della vostra bellezza, ma di farlo mettendo la vostra salute nella mani di professionisti qualificati.

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28 Aprile 2020 Surgery0

Il lifting del viso ad oggi è il trattamento che nella chirurgia estetica va per la maggiore perché riesce, più degli altri interventi, a venire incontro alle specifiche esigenze di ogni paziente.

E’ un’operazione altamente personalizzabile [link “le migliori metodologie per il lifting del viso”] che, come tale, richiede un accurato esame specialistico. Andiamo a vederlo nel dettaglio:

Come si svolge la visita pre-operatoria

Durante il primo controllo il chirurgo dovrà raccogliere innanzitutto informazioni utili circa lo stato di salute (alimentazione, malattie in corso o pregresse, vizio del fumo o alcool, ecc.) del paziente per individuare gli eventuali fattori di rischio che potrebbero influire sull’esito finale dell’intervento lifting.

A questo punto si può passare alla valutazione riguardante la qualità della cute, dei muscoli e delle strutture ossee, esponendo gli obiettivi e analizzando i risultati estetici che si possono ottenere.

Nel corso della visita lo specialista illustrerà nel dettaglio le differenti tecniche di lifting viso possibili, spiegherà con precisione i passaggi della tecnica prescelta per eliminare rughe e imperfezioni, il tipo di anestesia da utilizzare e i possibili rischi dell’intervento chirurgico.

Lifting facciale: dove si va ad intervenire

L’obiettivo del lifting viso è quello di andare a rinvigorire il tessuto cutaneo donando al volto un aspetto più giovanile. Per fare ciò ci sono principalmente due tecniche di intervento:

 

  • Il lifting del terzo medio del volto mediante il quale è possibile ottenere due tipi di risultati: il primo è quello di rimpolpare nuovamente la regione facciale dove sono presenti gli zigomi e di correggere la piega naso-giugale (le famose “occhiaie”); il secondo è quello di distendere le grinze naso-labiali attraverso il sollevamento degli angoli della bocca.

 

 

  • Il lifting della fronte e del sopracciglio mediante il quale è possibile risollevare il tessuto cutaneo della zona frontale e peri orbitale, restituendo allo sguardo la sua naturale espressività e al viso un aspetto più tonico e luminoso. L’ulteriore beneficio di questa operazione lifting consente di correggere e sollevare la quantità in eccesso di pelle della palpebra superiore e di distendere le rughe esistenti in corrispondenza della zona laterale dell’occhio (le cosiddette “zampe di gallina”).

 

Entrambe rappresentano delle operazioni molto delicate e personalizzabili che richiedono una puntuale visita specialistica.

Prima dell’intervento di lifting inoltre riceverete indicazioni ben precise sull’alimentazione pre e post-operatoria, sull’assunzione di farmaci, di integratori, vitamine, di alcool e sigarette.

Infine raccomandiamo che se siete assidui fumatori è essenziale che interrompiate del tutto questa abitudine almeno 2 settimane prima dell’operazione, in quanto il fumo limita l’afflusso di sangue verso la pelle e può interferire con la guarigione delle lesioni post-operatorie.

Come sempre ci raccomandiamo di muovervi con cautela e di affidare la vostra estetica e soprattutto la vostra salute alle mani esperte di professionisti qualificati. 

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21 Aprile 2020 Surgery0

Recuperare qualche anno di vita sulla propria pelle e ritrovare un aspetto giovanile è il desiderio di tutti. Il lifting del viso è il trattamento estetico che, attraverso la distensione della cute, mira ad eliminare le rughe e gli inestetismi dal proprio volto.

Ma quali sono i requisiti per poter effettuare questo tipo di operazione? Oggi andremo ad approfondire questa problematica, spiegando quali sono i segni “tipici” dell’invecchiamento e quali risultano essere i requisiti per effettuare il lifting facciale.

I 4 segni tipici dell’invecchiamento

Di una cosa siamo certi: l’invecchiamento avviene ed è inevitabile. E’ un processo naturale di ogni essere vivente in natura. 

Ma come fare per riconoscerlo? Possiamo sostanzialmente distinguere 4 segni tipici:

  1. La pelle secca e spenta è un chiaro segno di invecchiamento. Le cellule danneggiate e la disidratazione portano la cute a risultare invecchiata e a perdere la propria lucentezza;
  2. Le rughe (le famose “zampe di gallina”) sono il segno più evidente dell’invecchiamento cutaneo. Esse tendono a svilupparsi con il passare del tempo a causa delle continue contrazioni dei muscoli mimici facciali e del cambiamento fisiologico che portano alla perdita di elasticità da parte della pelle; 
  3. Le macchie cutanee (o discromie della pelle) rappresentate da un eccesso di pigmento nel tessuto cutaneo, causato dalla prolungata esposizione ai raggi UV o da fattori ereditari. Esse si manifestano soprattutto sul viso, sul décolleté e il dorso delle mani;
  4. La perdita dei volumi nella forma del viso, causata dalla graduale diminuzione dell’idratazione cutanea e dalla redistribuzione del grasso corporeo (ad esempio le guance incavate e la comparsa di evidenti solchi nasolabiali sul volto).

I requisiti per essere un ottimo candidato lifting

I migliori candidati per il lifting facciale sono coloro che hanno cominciato a manifestare i primi cedimenti cutanei nel volto e sul collo, ma hanno comunque mantenuto una buona elasticità della pelle.

Altro requisito importante è legato, non tanto all’età, quanto allo stato di salute generale del paziente. Infatti avere delle abitudini salutari e condurre uno stile di vita sano è rilevante non solo per l’eventuale predisposizione ad una possibile operazione di lifting viso, ma anche per la riuscita e il mantenimento dei risultati dell’intervento stesso.
Non sai quanti lifting viso effettuare per avere dei risultati evidenti? Nel nostro articolo Su quando fare un lifting del viso, troverai tutti i nostri consigli a riguardo!

 

Infine, se desideri prenderti cura della tua pelle e stai valutando un lifting al viso, scegli gli esperti del trattamento per il viso. Richiedi un consulto gratuito presso Studio Otti dal modulo contatti.


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14 Aprile 2020 Surgery0

Il lifting viso è un’operazione di chirurgia estetica che permette di eliminare le rughe del viso attraverso uno stiramento della pelle, attenuando i segni dell’invecchiamento e conferendo al volto un aspetto più giovanile.

La cute infatti, con il passare del tempo, tende ad assottigliarsi e a perdere gradualmente la propria elasticità. E’ così che si formano le rughe, le quali cominciano a comparire soprattutto nelle zone maggiormente soggette ai movimenti mimici (ovvero le parti vicine agli occhi e alla bocca, le cosiddette “rughe di espressione”), per poi espandersi al resto del viso e del collo.

L’intervento del lifting quindi ha due finalità principali:

  1. Ridurre l’abbondanza di pelle lì nei punti dove si è più addensata
  2. Ridare vigore alle strutture muscolari rilassate

Se non sai quale trattamento lifting può fare al caso tuo, nel nostro articolo su l’età ideale per fare il lifting del volto, puoi trovare le spiegazioni e consigli riguardanti le migliori tecniche per il lifting viso.

Vantaggi e benefici del lifting

Il vantaggio principale dell’intervento lifting è sicuramente quello di poter essere effettuato da tutti. Sono previste infatti, in base alle condizioni estetiche e all’età del soggetto, diverse tipologie di trattamento che consentono un soddisfacente risultato finale.

Inoltre il lifting facciale risulta essere uno dei migliori interventi di chirurgia estetica anche per il fatto di non lasciare segni visibili dell’operazione, poiché le incisioni necessarie per la distensione del tessuto cutaneo sono effettuate in punti nascosti.

Le alternative all’intervento lifting per eliminare le rughe dal volto

Per ottenere degli ottimi risultati estetici e ridare vita alla propria pelle, la chirurgia plastica offre anche altre tipologie di trattamento alternative al lifting facciale.

Tra le più richieste e sicure c’è il trattamento filler. I filler sono delle specifiche sostanze iniettabili usate nella medicina estetica per correggere gli inestetismi della cute. 

Il filler più comunemente utilizzato è l’acido ialuronico, un prodotto biologico totalmente sicuro e riassorbibile.

In alternativa al filler c’è la tossina botulinica, meglio conosciuta come botox. L’azione specifica di questo trattamento è quella di ridurre la contrazione dei muscoli facciali, rilassando la placca neuromuscolare e riducendo così la formazione delle rughe da espressione.

Altro intervento che permette di ottenere un risultato molto soddisfacente senza ricorrere ad un’operazione chirurgica è rappresentato da i fili di trazione. Grazie all’utilizzo di particolari fili riassorbibili infatti, si è in grado di effettuare dei trattamenti di rimodellamento del viso senza ricorrere a procedure più invasive. 

Ultimo intervento di tipo dermo-estetico di cui parliamo è il peeling. E’ una tipologia di trattamento questa che mira ad eliminare varie tipologie di imperfezioni della pelle (in particolare rughe, macchie cutanee e acne), sconfiggendo i segni dell’invecchiamento e ridando alla cute una naturale elasticità e lucentezza. 



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